Villa Repeta

Villa Repeta: arte di Palladio in Vicenza

Villa Repeta: la Villa dei Repeta, antica famiglia feudataria vicentina, ideata da Palladio in Vicenza.

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Villa Repeta: arte di Palladio in Vicenza

Villa Repeta

Progetto Villa RepetaLo stretto rapporto che legava gli ideali e le aspirazioni dei committenti alle scelte stilistiche degli architetti è offerto dalle due ville progettate per i Repeta, nobili vicentini, a Campiglia dei Berici. La prima , ideata dal Palladio per Mario Repeta (che voleva con essa onorare la memoria del padre Francesco,aristocratico umanista), non rimane traccia. L'unica testimonianza è la descrizione nel trattato "I Quattro Libri dell'Architettura" e subito colpisce la sua originale impostazione: ad un solo piano, l'edificio appare come un lungo portico che su tre lati racchiude un vasto cortile. Nessun particolare decorativo distingue il corpo padronale dai fabbricati destinati agli usi agricoli e, curiosamente, il frontone classico (che in genere nobilitava le facciate delle dimore signorili) qui sovrasta il passaggio dal cortile ai campi. La villa di Mario Repeta è, quindi, espressione di una concezione di vita del tutto particolare in cui confluivano ideali egualitari di evidente matrice luterana ( a causa dei quali contro Mario verrà presentata nel 1569 una denuncia anonima al Sant'Uffizio) e la cultura grecizzante della cerchia di GiangiorgioTrissino. Ecco, quindi, il rifiuto di ogni ordine gerarchico, di ogni discriminazione fra aristocratici e "villani", ed ecco un edificio scandito da colonne come l'agorà, nostalgica rievocazione del mondo sereno ed armonioso dei Greci e, come la "Casa dei Greci" descritta dal Palladio, aperta ed ospitale. In questa ottica vanno codificati anche gli affreschi di Giambattista Maganza il Vecchio che dovevano decorare gli interni della villa e che elogiavano le Virtù. Si trattava, però, di un'utopia, di un progetto che rispecchiava gli ideali di un raffinato umanista in odore di eresia ma totalmente incomprensibile ai successori. Completamente diversa la villa edificata nel 1672 ( tuttora visibile) da Enea e Scipione Repeta. E' un edificio chiuso e severo, con una loggia solo nel prospetto rivolto alla campagna, diviso dalla strada principale da un canale. Di impronta militaresca e feudale in armonia con i committenti della villa, che appartenevano alla famiglia che dal 1217 aveva ricevuto in feudo il territorio di Campiglia e che, in cambio della conferma dei propri diritti feudali,doveva servitù militari alla Serenissima. Un documento del 1703 stabiliva, infatti, che Enea (Sergente generale di battaglia) e Scipione "caratterizzati col nome di Vassalli e Feudatari, saranno pronti in tempo di Guerra per il servitio militare". La nuova villa, quindi, austera, nettamente separata dagli edifici rustici, affiancata da un "Serraglio" destinato ad esercitazioni militari, diventa lo specchio delle ambizioni e delle aspirazioni dei feudatari di Campiglia.